L'AI è davvero artificiale? Il pappagallo stocastico siamo anche noi
Diciamo che l'AI "ripete senza capire". Ma la scienza cognitiva mostra che parlare per cliché senza capire davvero è un vizio molto umano. E ora l'AI ce lo sta pure amplificando.
L’intelligenza artificiale (AI) sviluppa sistemi capaci di eseguire compiti che richiedono intelligenza umana, come apprendimento, pianificazione e riconoscimento.
Diciamo che l'AI "ripete senza capire". Ma la scienza cognitiva mostra che parlare per cliché senza capire davvero è un vizio molto umano. E ora l'AI ce lo sta pure amplificando.
L’intelligenza artificiale sta riscrivendo il senso stesso del lavoro, spingendoci oltre ogni limite conosciuto come un’Ultima Thule, smascherando la fragilità delle nostre certezze come una Lusitania e convincendoci, infine, a restare e ricostruire da capo — hic manebimus optime.
I Large Language Model non sono magia né intelligenza umana: sono modelli statistici potenti che funzionano davvero solo quando vengono progettati, integrati e governati correttamente nei processi aziendali.
L’analisi predittiva trasforma i dati in previsioni utili, ma solo se supportata da metodo, competenze e validazione. L’AI accelera il processo, non sostituisce il pensiero critico: senza controllo, le previsioni sono solo azzardi ben raccontati.
Un progetto che usa la tecnologia come infrastruttura silenziosa per connettere olio, territorio e persone, trasformando i dati in esperienze autentiche.
Integrare l’ESG nei sistemi IT e nei progetti AI significa analizzare impatti energetici, qualità dei dati e resilienza delle architetture. Un metodo chiaro permette decisioni più consapevoli e sostenibili.
Ho deciso di sostituire Cursor con Visual Studio Code per mantenere la stessa potenza dell’AI ma con maggiore libertà e controllo.
Cocoon, la nuova AI decentralizzata di Pavel Durov, promette di rivoluzionare il modo in cui usiamo e proteggiamo l’intelligenza artificiale: potenza distribuita, dati cifrati e un’idea chiara di libertà digitale.
OSS-GPT o Ollama? Sto lavorando su entrambe le soluzioni per l’AI locale: requisiti, funzionalità, limiti e potenzialità di due approcci diversi alla stessa sfida.
“Clanker” è il neologismo che fotografa ansie e resistenze verso l’AI. Ma, invece di vederlo come un insulto, possiamo leggerlo come un invito: superare la diffidenza e usare l’intelligenza artificiale come acceleratore di creatività, efficienza e nuove opportunità.
Essere trasparenti sull’uso dell’AI nei contenuti, come ha fatto Alpitour, non è un dettaglio: è un segnale di fiducia che rafforza il brand e crea un legame autentico con i clienti.
Oltre centomila conversazioni con ChatGPT sono finite pubblicamente indicizzate su Google. Tra queste, casi inquietanti e domande senza etica. Un incidente che dimostra perché non possiamo affidarci a intelligenze artificiali che non controlliamo.
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